(1868–1913) fu giurista di formazione e docente universitario, noto a livello internazionale per i suoi contributi pionieristici negli studi di psicologia sociale e criminologia. Le sue opere hanno avuto un ruolo fondamentale nell’analisi del comportamento umano nei contesti collettivi, anticipando molte riflessioni della sociologia e della psicologia moderne.
Al centro del suo pensiero vi è lo studio della suggestione collettiva e dei meccanismi della folla, all’interno della quale l’individuo può perdere capacità che possiede singolarmente, come l’autocontrollo, l’empatia e il raziocinio. Per Sighele, la folla non è una semplice somma di individui, ma una realtà autonoma, dotata di dinamiche proprie e in parte ancora insondate.
Questi processi emergono con forza anche nella sua analisi della politica, della scelta dei rappresentanti parlamentari e del ruolo determinante dei mezzi di informazione nella formazione dell’opinione pubblica, spesso incapace di esprimere una reale coscienza collettiva.
Nel 1911 pubblicò La crisi dell’infanzia e la delinquenza dei minorenni, un breve ma incisivo studio che affronta questioni cruciali legate ai diritti dell’infanzia e alle responsabilità individuali e sociali nella crescita dei minori. Pur evitando volutamente di rispondere in modo definitivo al dilemma se il fanciullo appartenga alla famiglia o allo Stato, Sighele invita il lettore a riflettere sui limiti e sui doveri di entrambe le istituzioni.
Ancora oggi, il pensiero di Scipio Sighele rappresenta uno stimolo prezioso per il dibattito contemporaneo sui fenomeni sociali, sulla comunicazione di massa e sul rapporto tra individuo e collettività.
Elenco opere
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