Io ti ho cercato

Io ti ho cercato

Certo che ti ho cercato;
anche correndo a perdifiato;
io ti ho cercato nel balbettio
di un anziano senza un futuro
e con le gengive senza denti;
nel bambino nato, nel torto,
- per lui senza una ragione -
col mondo che si chiude
alle sue spalle perché
non deve voltarsi indietro
senza sbatterci il muso contro;
nell'ammalato a cui lo sforzo
è dato nelle parole da ascoltare
e non nella consapevolezza della fine
e di guardare negli occhi
del ruffiano della morte
che gli dovrà preannunciare il tempo
o che la fine poi
non fa tanto male;
tra la folla accalcata ai semafori;
e bruciati dalle lampade;
nei raduni di chiese sconsacrate
ove pupe di maniera
s’alzano da terra come le gonne
e s’avvicinano al cielo
ove l’occhio scruta per quel dio
che cerca un’emozione per il risveglio;
tra i tavoli da gioco
e tra chi poi fuori
piangeva per l’alto tradimento.

Io ti ho trovato
in un tramonto estivo.
Il sole rosso appoggiato
sulle barriere di protezione
d’una via a fondovalle:
finalmente potevo guardarti
senza essere accecato;
eri lì, tra il verde della collina,
il celeste, il rosso,
il bianco della luna
e il grigio brillante dell’asfalto;
eri da solo
inchiodato sulla croce
con tante altre nude
e col nome di ciascuno;
anche la mia; da allora
è in attesa; la mente
invece non si dà pace
giacché non sa perché
ancora non basta
questo mio dolore
a farti compagnia.
Il bambino invece
di più si duole
poiché per cercarti
ha rinunciato al gioco:
gli altri non erano con noi
e, pur se ora sanno
dalle mie parole,
non ti crederanno.


Articoli correlati

Nulla di tutto ciò che hai ti appartiene

Nulla di tutto ciò che hai ti appartiene

Vorrei vivere felicemente

Vorrei vivere felicemente

Purtroppo ero solo

Purtroppo ero solo

Modernità

Modernità

Cerca nel Sito