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		<title>Opere-Poesie - Menu</title>
		<description><![CDATA[Esplora diari, memorie e storie umane su un sito pubblico. Condividi le tue pagine di diari e connettiti con altri.]]></description>
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			<title>La festuca nel becco della gazza</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Quante volte ti ho visto <br>beccare sulle carogne e, <br>nel terriccio dei cactus <br>sul terrazzo, al mattino <br>l’osso da te spolpato! <br>Sdegnato dal profondo, <br>l’animo mio ti associa <br>a quel resto adombrando <br>l’eleganza che ostenti <br>nei colori lucenti con cui <br>vesti il tuo piumaggio. <br>Eppure quest’oggi in volo <br>la pagliuca stretta dal tuo becco <br>il mio sguardo cattura <br>e l’occhio induce a seguirti <br>fino al ramo più pingue ove <br>anche la tua penna bianca <br>scompare nell'agoraio. <br><br>Oh madre perfetta, oh natura, <br>tu hai dato a chi una penna <br>a chi la pelle perché tra loro <br>e dall'altro genere ognuno <br>fosse diverso; con l’uomo <br>- l’eletto tra gli esseri viventi - <br>tu fosti generosa e in lui ponesti <br>ogni grandezza senza limiti <br>tal ché non vi è cosa o alcuno <br>che anche soltanto una <br>ne possa misurare; agli altri <br>un piede non è concesso, <br>ma solo zampe per la terra <br>o ali per il cielo; <br>però maestra fosti di tutti <br>per come costruire la casa <br>affinché ogni specie si perpetrasse <br>fino all'ultimo giorno del creato. <br><br>Perché senza perfezione <br>è la mano se per prima <br>per ogni altro diverso fine <br>la sua opera è compiuta? <br>Se nido o tana <br>di calore sono sempre pregni <br>senza distinzioni; dimmi <br>perché tra le loro mura, <br>prive dell’opera di chi le abita, <br>manca anche quello che unisce <br>ieri all'oggi e al domani <br>e il padre al figlio e alla madre <br>così come al ramo il nido la gazza <br>e la tana alla terra <br>che protegge e nasconde <br>i cuccioli della volpe <br>dalle mire dei cacciatori? <br><br>Oh natura, agli esseri viventi <br>l’istinto dona ogni perizia <br>perché nel tempo la specie <br>non abbia fine e tu la materia prima <br>perché si adempia, mentre <br>dal cuore dell’uomo rimuovi, <br>ciò che nel sangue è scritto? <br>Quale certezza è data ai posteri <br>se pure la legge tua del fare <br>solo per lui non vale? <br><br>Stamani ho seguito il fuscello <br>teso nel becco della gazza <br>ed ora seguo l’immagine <br>del ricordo delle madri <br>che vissero la giovinezza <br>a metà secolo passato <br>intende nel giardino <br>e a stillare dal sudore <br>il ricamo sul lenzuolo <br>per la bimba che il suo cuore <br>un giorno, ma già d’allora, <br>vedeva vestita di bianco, sposa. <br>Una triste ilarità si affaccia <br>a rimembrare l’uso scorretto <br>della madre lingua con cui <br>entrambi i genitori memori <br>dei rudimenti appresi <br>traducevano il parlato <br>in un lontano approssimato <br>quando in elenco e numeri <br>annotavano su carta <br>e alla stima di parenti e amici <br>il pregio e il quanto del sudore <br>che l’amore portava in dote. <br><br>Ora tutto stride senza ragione <br>più del cardine alla porta <br>che ormai nessuno cura; <br>smarrito dall'incendio repentino, <br>dalle ceneri del tempo del passato <br>cerco testimonianze per credere <br>o illudermi di vedere l’arbusto <br>stretto dalla mano d’un bambino <br>che si arrampica sul pino <br>per riparare il nido della gazza <br>danneggiato dal sasso <br>lanciato dall'altra mano. <br><br>Quale demone si dovrà scacciare <br>se di normale è rimasto alla gota <br>solo la lacrima che scende <br>e la condanna pende sul capo <br>giacché sull'ara l’intendo d’ognuno <br>è di porre il proprio sacrificio? <br>E’ la sua stoltezza <br>che rinchiude l’Iddio degli uomini <br>nei cibori sacri <br>aperti per orazioni e suppliche <br>di chi solo per sé Lo invoca; <br>in quale deserto io dovrò recarmi <br>per dare un lume alla mia ragione <br>e ritrovare la voce del Dio di tutti?</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:22:58 +0000</pubDate>
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			<title>Senilità</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Ci ritroveremo, l’un l’altro di fronte, <br>con gli occhi stanchi di spiare <br>tra le rughe i segreti <br>che il tempo ha cancellato. <br>Se prima non tacerà la mia <br>o la tua voce, <br>muti, ascolteremo parole non pronunciate, <br>forse sconosciute o mai capite; <br>limpide verranno a noi per essere; <br>e, in noi, anche il conforto <br>che non avemmo. <br>Molti furono gli arrivi mai raggiunti; <br>attratti alla meta con l’inganno, <br>non tutti ambiti e forse mai sognati, <br>viviamo tra il dubbio del volere <br>e l’incertezza del raggiungere. <br>Chi di noi due l’avrà voluto <br>nessuno lo saprà; <br>né d’uopo o d’aiuto sarà conoscere <br>colui al quale addossare la colpa. <br><br>Quanti talenti sono stati spesi <br>e quanti rei abbiamo assolto! <br>Nessuno mi sarà più caro e nulla <br>maggior rimpianto della vita <br>che ho dissipato; <br>eppure, niente rinnego <br>del mio passato <br>anche se dolore tanto mi procura. <br>Inchinati, davanti all'ara, <br>ci aspetta un Dio; <br>una nebbia profumata <br>spargerà intorno per assopire <br>l’anima ribelle e perch’io colga <br>quella quiete che, pur cercata, <br>non ho mai trovato: in fine <br>noi slegheremo il vincolo mortale <br>forse per un’altra meta, <br>o, per l’ultima volta, <br>per un altro fosso?</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:22:18 +0000</pubDate>
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			<title>Intimità</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Crepita la legna nel camino<br>e la fiamma tremolante si ravviva <br>ai piedi del divano lì di fronte;<br>(un braccio intorno al collo)<br>pende la mano sul suo seno:<br>distratta, si culla col respiro <br>sobbalza ogni tanto al suo sospiro. <br>Un vaso di cristallo a centrotavola<br>riprende dal fuoco e mi fa gioco; <br>scherza con le ombre tutt'intorno <br>e ruba dai miei occhi la sua presenza<br><br>Vedo come ieri e l’altro prima<br>parvenze di passanti sempre in corsa;<br>ognuno alle stanghe si trascina <br>un carro traboccante di macigni <br>col rischio di schiacciare chi li porta <br>lontano non sa dove e tutti in coda.<br><br>Mi vedo tra di loro messo in fila<br>stentare la fatica che m’uccide;<br>sento la certezza sulla pelle <br>e la fine di questo viaggio più vicina. <br>Nulla lascerò alla mia donna<br>di ciò che questa vita mi produsse; <br>ma a lei e ai figli che ho amato <br>la fiamma che non brucia questi fogli,<br>l’amore che si spande dalle braccia. <br>Saranno queste righe la mia brace<br>e in essa voi, frutto del tempo<br>che mi manca, nudo il mio corpo riporrete<br>nel grembo della madre senza pianto <br>perché l’orma vera troverete <br>del passo che non lascio tra gli oggetti.</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:21:30 +0000</pubDate>
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			<title>L’infermo</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Lassù, solitario fiore, <br>se ai piedi della scogliera <br>su cui dalla vetta tu spii l’orizzonte <br>anche la mia solitudine che non ha conforto, <br>chi ti sosterrà nel gioco <br>se nessun fratello mai <br>ti darà tua madre? <br>I miei silenzi vagheggiano il tuo cielo <br>tal ché l’erta mi appare <br>simile al muro che la bocca mi asseta. <br><br>E’ un’immensa folla che m’impedisce <br>di avvicinarmi al pozzo; <br>è tale che, invalicabile, s’erge <br>e più accesa rende la sete <br>- quante travi dovrò rimuove <br>perché legato alla lettiga <br>dal tetto dentro io mi cali? - <br><br>Oh riva ghiaiosa che accogli da sempre <br>l’urlo del mare in tempesta e,dolce, <br>l’acqua schiumosa della cresta dell’onda <br>poi solerte cancelli nel deflusso ogni ombra <br>perché non la porti <br>ove il vento nel cielo incontra lo scapo <br>e l’orlo celeste sfiora il petalo d’oro, <br>in alto solleva il mio corpo <br>per poterlo calare dal foro <br>giacché l’alta marea non arriva <br>dove l’agave affonda le proprie radici! <br><br>Oh sorgiva lontana <br>- irraggiungibile dal passo malfermo <br>e da mani che non tengono gli appigli – <br>lascia che da una vena d’acqua <br>anche una sola goccia io beva! <br>Divina sorgente di pianta spinosa, <br>rendi l’ardore al passo <br>che l’infermo non muove; <br>al collo e alle ginocchia la forza poi <br>di piegarsi alle carezze del vento che vela <br>il respiro e la mano pietosa <br>di un Dio in attesa <br>che una flebile voce <br>chieda perdono all'agave e allo scoglio.</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:20:45 +0000</pubDate>
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			<title>Io ti ho cercato</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Certo che ti ho cercato; <br>anche correndo a perdifiato; <br>io ti ho cercato nel balbettio <br>di un anziano senza un futuro <br>e con le gengive senza denti; <br>nel bambino nato, nel torto, <br>- per lui senza una ragione - <br>col mondo che si chiude <br>alle sue spalle perché<br>non deve voltarsi indietro <br>senza sbatterci il muso contro; <br>nell'ammalato a cui lo sforzo <br>è dato nelle parole da ascoltare<br>e non nella consapevolezza della fine<br>e di guardare negli occhi <br>del ruffiano della morte<br>che gli dovrà preannunciare il tempo<br>o che la fine poi<br>non fa tanto male; <br>tra la folla accalcata ai semafori; <br>e bruciati dalle lampade; <br>nei raduni di chiese sconsacrate <br>ove pupe di maniera <br>s’alzano da terra come le gonne<br>e s’avvicinano al cielo<br>ove l’occhio scruta per quel dio <br>che cerca un’emozione per il risveglio;<br>tra i tavoli da gioco<br>e tra chi poi fuori <br>piangeva per l’alto tradimento. <br><br>Io ti ho trovato <br>in un tramonto estivo. <br>Il sole rosso appoggiato <br>sulle barriere di protezione <br>d’una via a fondovalle: <br>finalmente potevo guardarti <br>senza essere accecato; <br>eri lì, tra il verde della collina,<br>il celeste, il rosso,<br>il bianco della luna <br>e il grigio brillante dell’asfalto; <br>eri da solo <br>inchiodato sulla croce <br>con tante altre nude <br>e col nome di ciascuno; <br>anche la mia; da allora <br>è in attesa; la mente<br>invece non si dà pace <br>giacché non sa perché <br>ancora non basta <br>questo mio dolore<br>a farti compagnia. <br>Il bambino invece <br>di più si duole <br>poiché per cercarti <br>ha rinunciato al gioco: <br>gli altri non erano con noi <br>e, pur se ora sanno <br>dalle mie parole, <br>non ti crederanno.</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:20:05 +0000</pubDate>
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			<title>La casa di nonno Giuseppe</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Non odo i soliti rumori della via <br>né voce alcuna <br>accompagna la mia fuga; <br>ovattata dal crepuscolo della sera, <br>dalla trave di una la mia antica, <br>un serto appeso <br>sul capo dei miei padri, <br>a provvista tiene <br>una corona di pomodori; intorno, <br>tra le sperdute immagini, <br>il respiro e l'ombre; <br>arredi d'altri tempi bucherellati <br>tra le diverse casse <br>e la madia del pane annerita; <br>in supplica la Vergine nella campana <br>e un orologio segnatempo <br>sono sul marmo grigio <br>di un comò abbrunato dalle stagioni <br>assopite nei cassetti <br>insieme ai santini con la biancheria. <br><br>E' l'ora della preghiera <br>per implorare il vespro di tardare <br>e riaccendere a quel bambino <br>sprazzi della sua perduta primavera: <br>certo è anche <br>con le pie al rosario <br>prima della sera <br>il pianto al cuore <br>in veglia della palpebra socchiusa. <br>Io la cercai perché anzitempo <br>dei grandi il vivere mi fu prestato: <br>tra schiumose sponde <br>torrentizi i giorni <br>e il passare degli anni. <br>L'anima briosa della giovinezza attesa <br>giammai fu mia; or dunque, <br>dietro le mie spalle, <br>tentò di trovare le festosa risa <br>che il labbro mio non tenne. <br>Eppure, anche il mandorlo fiorito <br>al cielo ostenta i fruttuosi rami <br>e su di essi i nidi ascosi <br>col tenero piumaggio; <br>ma nessuna estate <br>disegna questa stanza; <br>il desiderio volge oltre le mie ciglia <br>allorquando tra quegli arredi <br>il sogno s'avvia all'uscio <br>per infrangersi come un maroso <br>contro battenti armati: <br>da sempre il mare, <br>quand'egli prova, <br>lo scoglio erge <br>per vietare l'approdo. <br>Speranzosa vaga <br>solo nei miei occhi chiusi <br>ora l'età fanciulla <br>mentre in queste mura <br>torna a morire tra gli oggetti <br>e lo sguardo intanto aperto <br>sopra un paralume.</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:19:23 +0000</pubDate>
		</item>
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			<title>Monito</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Nella carne entra questo dolore <br>senza sapere che cosa vuole; <br>s’incunea dalla pelle alle ossa <br>e scava, scava; scava. Cerca l’oltre. <br>Oltre che cosa? <br><br>Le mani pongo lì dove mi duole; <br>non vedo sangue, né con esso <br>s’in umida la mano; eppure soffro; <br>soffro. Soffro per un malato <br>che la notte agogna, l’ultima, <br>poiché un atroce dolore <br>di giorno a lui sfuma la carne <br>e, sul fusto marcio, gela la pelle <br>in giovinezza lucente e bella, <br>rigogliosa e forte, ora bianca <br>e pallida, d’apparenza diafana <br>mostra ad una ad una l’ossa; <br>mentre il viso implora il sonno <br>e di pietà gli occhi rivolge a Dio. <br><br>Sul cuore torrentizie sono <br>le lacrime sue e della donna <br>che alle grida trema e prova, <br>a somiglianza, lame sottili <br>tagliuzzare la carne; lei, <br>che tanto amò quell'uomo <br>con gli occhi lucenti e vivi, <br>dei suoi affanni parla <br>invece con voce mesta: essi, <br>impressi, hanno il pianto <br>che, nelle tenebre, silenziosa versa <br>così pregando la carità divina <br>affinché a lui regga la forza <br>se a nuovo albeggiare il cielo <br>senza pietà sulle sue membra torna. <br><br>Ahi voi, che lo sguardo portate <br>baccante al mare; che ad uso <br>e d’uopo delle vostre membra, <br>imperituro il corpo, piegate al vizio, <br>volgete lo sguardo sulla mia faccia: <br>non io sull'altare sono l’agnello; <br>ma un uomo stanco <br>e al fatale destino arreso; <br>o solo un corpo esangue <br>di cui stolti perdeste il riso <br>ed ora ingrati ignorate il pianto.</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:18:27 +0000</pubDate>
		</item>
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			<title>Un viaggio nel tramonto</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Eccolo lì il mio tramonto a tinte calde; <br>il paesaggio d’autunno<br>somiglia ad un acquerello<br>a cui soltanto il cielo gli fa cornice; <br>in esso, pure le ombre posano i pennelli <br>e rendono all'occhio delle creature<br>l’approdo nella notte meno amaro; <br>la lentezza del tempo sembra<br>stretta da una mano incantata <br>che trasforma ogni palpito in magia<br>ora che sulle cose lo sguardo si posa<br>con il soffio vitale e puro del bambino. <br><br>Riprenditi cuore prima che il buio<br>con la spola imprigioni i fili dell’ordito<br>che oblunghi dal cielo il sole<br>tende verso ogni creatura;<br>non v’è ragione che disperi<br>per l’imminente arrivo della sera<br>né motivo per cui l’allodola <br>non canti prima del tuo sonno.<br>Rumoreggiando nel suo letto <br>di ciottoli e lapilli all'occhio<br>riverbera scintille e, con l’acqua<br>infranta dalle crepe delle sponde,<br>spruzza l’arbusto che l’osserva <br>senza intimorire i fantasmi <br>che ormai da tempo mi assediano <br>quando l’oscurità si avvicina. <br><br>Conosco i grigiori dell’inverno<br>e l’ombre che già si allungano<br>dal meriggio; la piena che straripa <br>col disgelo delle nevi dalle alture <br>e il pianto degli orfani nel dolore<br>hanno il bianco e nero dei colori<br>come i rami ed i crinali <br>attaccati ai tronchi ammutoliti <br>che nel freddo e nel silenzio <br>piangono le chiome che hanno perso. <br><br>Ahi cielo, settembre dei miei anni,<br>se in cammino sulla tua via è l’età mia, <br>perché non fermi il sole all’orizzonte? <br>le foglie e il sole si perderanno presto <br>ed anche se il ghiro tornerà nella sua tana <br>e la rondine poi per lui suonerà la sveglia <br>più debole invece in me si fa certezza<br>ch’io mi desti nell’alba di primavera<br>giacché dall’orecchio senile<br>anche la campana diviene impercettibile<br>quando all’anima manca la gioia del canto<br>e smarrita è la speranza d’un ritorno.<br><br>Oh larici midacei che tra i tanti <br>in somiglianza al sole di quest’ora <br>le vostre chiome più vi ravvicina, <br>perché per l’inverno alle porte <br>non legate al ramo le foglie d’oro<br>perché risplendano sull’amaro calice<br>che si porta alle bocche dei vinti<br>e rendano la luce rubata agli astri <br>a quanti di loro si addormenteranno<br>nel biancore freddo della neve?<br>Viaggiatore di carta con ambo i versi,<br>eccoti il mio tramonto a tinte calde<br>per il tuo andare ed in regalo<br>il mio pennello per il ritorno;<br>neanche la morte potrà cancellare<br>il colore da te lasciato sull'acquerello<br>né la gioia dagli occhi di chi lo guarda.</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:17:34 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Voli di rondinella</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Al nido lasciato alla grondaia <br>l'altr'anno, intenta all'opera, <br>vedo tornare la rondinella <br>in voli che a contarli <br>la mente mia stancano. <br><br>Invincibile; nessuno attenta il fare <br>né da altri attende il via <br>per spiccare il volo; <br>col becco lega al passato <br>la materia inerte, poi riparte; <br>disegna nel cielo <br>una parabola cadente prima, <br>indi, in veloce ascesa, <br>scompare oltre i palazzi. <br><br>Ahi vita! - Ben sapendo che la malta <br>e la cazzuola solo sul tuo braccio <br>faranno peso – lontana dallo spirito, <br>la libertà del fare tieni in altre mani; <br>infruttuose attese nutrono i tuoi dubbi <br>giacché tempo e condizioni non ha il volo <br>e altrove sarà ben presto primavera.</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:16:33 +0000</pubDate>
		</item>
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			<title>Madonna</title>
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			<description><![CDATA[{loadmoduleid 458}<p>Sangue si vuole che scorra<br>come se il dolore sul viso <br>la lacrima in sé non tenga; <br>Madonna, la divina concezione <br>ti volle madre e tu, Immacolata, <br>Pellegrina, da Betlemme fuggisti <br>verso quella terra che lasciarono <br>i figli dei padri generati da Isacco; <br>Diletta fosti per quel bambino <br>affidato alle tue cure <br>per preparare l’agnello <br>al grande sacrificio. <br><br>Madre dei miei fratelli in Cristo, <br>volgi al Padre che ti assunse in cielo <br>il tuo sguardo amato e, limpida, <br>la tua pupilla ordisca intercedere <br>pace al dolore che m’affligge. <br><br>Gli orli degli abissi il piede incide <br>e tanto ambito s’è fatto il fondo <br>che il silenzio eterno infine <br>prediletto diviene agli stentati giorni. <br><br>Oh Madre dalle gote bianche <br>che nessuna lacrima ha rigato a fondo <br>giacché in essa <br>Iddio volle si scaldasse il cuore, <br>tienimi per mano e lascia <br>ch'io nel pianto goda <br>del caldo tepore di quel seno <br>che fu conforto a mio fratello <br>salvatore e martire quando <br>su di sé volle portare il peso <br>anche della mia croce.</p>
<hr class="ab-hr">]]></description>
			<category>Opere-Poesie</category>
			<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 14:15:45 +0000</pubDate>
		</item>
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